30 dicembre 2020
No, non ho sbagliato giorno e anno, so bene che oggi è il 31 dicembre del 2023, il fatto è che scorrendo il blog verso il basso ho visto che la data con cui ho titolato questo post è quella del mio primo scritto in questo spazio.
L'essere umano è proprio una creatura semplice, finisce un anno e si fa prendere dalla frenesia di ricominciare e che cosa se non una pagina bianca è l'emblema di un inizio nuovo di zecca?
Tre anni fa ho aperto il blog per avere più spazio rispetto ai caratteri contati di Instagram, pensavo di avere così tante cose da dire che quella tipologia di social media non mi bastasse. Tre anni fa avevo un pubblico, creavo contenuti a tema sostenibilità e alcuni mi seguivano proprio per questo; avevo scoperto un mondo di sostituzioni alla plastica usa e getta, mi tenevo regolarmente informata sul tema, intrattenevo discussioni, mi rendevo disponibile per quanto potessi e da qualcuno ho ricevuto persino ringraziamenti e attestazioni di stima.
Inutile dire che la mia indole leonina da protagonista gongolava spingendomi a puntare oltre, cercavo di fare di più, meglio, ma volevo che fosse diverso, originale. Breaking news: quando sei in una bolla tematica di Instagram non esiste originalità. Buona parte dei miei followers erano (e sono) appartenenti alla bolla, io a mia volta contraccambiamo il "segui" per comunanza di intenti. Per un paio d'anni tutto sembrava funzionare, ero così immersa nella gestione del profilo, nella ricerca di contenuti e nelle interazioni - alle quali ho sempre tenuto molto - che seguivo tutto e tutti con interesse senza pormi grandi quesiti esistenziali.
Man mano che le stagioni passavano, rigorosamente cadenzate da veganuary, plastica free july et similia, mi rendevo conto del vuoto cosmico nel quale fluttuavo e di cui ero partecipe. La ripetitività dei contenuti, la riesumazione di copioni già scritti da altri, le collaborazioni tra account, le sponsorizzazioni, i codici sconto, il social detox... Basta. Ho tenuto botta provando a distaccarmi da certe dinamiche, sottolineando con ironia e sempre dal mio punto di vista, che certamente non è legge, la scarsa coerenza in alcune scelte. Una volta proprio in virtù del legame che si era creato e da quella che ritenevo stima reciproca, ho espresso i miei dubbi via direct ad una persona che ho sempre apprezzato per l'approccio onesto e reale al mondo della sostenibilità nonché per le sue competenze: non c'è stato contraddittorio. Ragazzi che delusione! Sarà successo più di un anno fa e ancora se ci penso non me ne capacito. Questo episodio mi ha gridato forte e chiaro nelle orecchie ciò che il feed di IG rimandava ormai da tempo agli occhi: fuori dalla bolla, sùbito!
E così ho smesso di seguire tante persone, per molte mi dispiace umanamente, proprio perché sembra sempre uno sgarro personale quel benedetto unfollow e sapendo che in molti casi viene interpretato così, mi dispiace pure. Ma per me era prioritario ripulire la testa dai 30/40 copia incolla settimanali ma anche dagli sconti sui detersivi, dai tag ad hoc sull'onda di polemiche veg/green per acquisire nuovi seguaci e altro che ora neanche mi sovviene più.
Su Instagram ho imparato molto, ho conosciuto virtualmente ottime persone, resta uno dei social più interessanti a mio avviso ma nella bolla green non stavo imparando più nulla, mi annoiavo, non mi veniva voglia di intervenire né di proporre nulla.
Certo che avere caratteri illimitati per esprimersi non ha paragoni, è così piacevole raccontarsi, non è importante nemmeno essere letti, il potere terapeutico della scrittura si compie nell'atto. Instagram non funziona così, e mi rendo conto di averlo spesso mal interpretato, così per un po' ne ho studiato le dinamiche, senza piegarmi ad ogni trend ma sicuramente abbozzando su diversi punti. Credo di aver sempre mantenuto una certa credibilità, ché chi nasce tondo non muore quadrato diceva il saggio, e ne vado fiera: il mio è stato un bel profilo per un certo periodo, si può dire dai. Oggi invece clicco sull'icona dell'app di Blogger e scrivo di nuovo un lunghissimo post, non mi è tornata la voglia di scrivere su IG, parafrasando alcune delle parole cinematografiche più citate: la prima regola di Instagram è non si parla mai di Instagram. Eh sì, perché se vai a fare il pippone della credibilità, della noia, delle delusioni, dei copia e incolla nel luogo e alle persone che lo abitano si apre il cielo. Tutto viene preso sul personale, per quanto a volte lo sia, inutile dire che casi specifici ce ne siano, non per questo bisogna offendersi, piuttosto con educazione si possono e si dovrebbero portare le proprie controdeduzioni. Generalmente, purtroppo, su Instagram questo non avviene, nel migliore dei casi non ottieni risposta, come è successo a me.
Scrivere sul blog dell'altro social, come dicono quelli che fanno i video su tik tok parlando di IG, mi fa un po' sorridere, ma d'altra parte questo spazio era nato per ampliare le trattazioni dell'altro, tanto gli dovevo.
Ogni tanto medito di eliminare l'account ma poi mi dispiace, per le persone e per l'impegno speso, quindi sta là come acquario dal quale ogni tanto passo in visita e chissà che durante questo 2024 non decida di rientrare, medito anche su questo.
L'anno volge al termine, mi auguro e auguro a chi legge di poter iniziare a scrivere una nuova pagina nel modo migliore in accordo con i propri desideri e le proprie aspirazioni.
Buona fine e buon inizio, cheers!
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