Feedback Loops: non possiamo permetterci di arrivare tardi
Il 9 gennaio si è tenuta una conversazione online a tema cambiamento climatico e Feedback Loops tra Sua Santità il Dalai Lama, Greta Thunberg, gli scienziati William Moomaw e Susan Natali moderata da Diana Chapman Walsh presidentessa emerita del Wellesley College, organizzata dal Mind & Life Institute.
È possibile rivedere il dialogo sul sito ufficiale del Dalai Lama a questo link, anche con relative traduzioni simultanee in Tibetano, Cinese, Vietnamita, Coreano, Giapponese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Portoghese, Russo, Italiano, Hindi e Mongolo.
(La traduzione italiana secondo me non è il massimo, se hai la
possibilità di ascoltarlo in inglese ci guadagni.)
Per me questa conversazione è stata molto interessante ed istruttiva, per questo ho deciso di riassumerla brevemente, spero ti faccia piacere.
Cosa sono i Feedback Loops? Possiamo tradurre con reazioni a catena irreversibili. Greta Thunberg ne aveva parlato al Climate Action Summit delle Nazioni Unite, in un discorso che lei stessa ha definito tragico ma necessario poiché fino ad allora pochi avevano sentito parlare di questo fenomeno. Si tratta di un circolo vizioso per cui le emissioni di gas serra hanno l’effetto di aumentarne il rilascio da parte dell’ambiente.
È lo stesso riscaldamento globale che genera maggiori emissioni.
La Dott.ssa Susan Natali, rinomata scienziata artica, spiega come lo scioglimento del Permafrost (terreno tipico delle regioni fredde ad esempio dell'estremo Nordeuropa, della Siberia e dell'America settentrionale dove il suolo è perennemente ghiacciato. fonte:Wikipedia) sia il disastro ambientale peggiore a cui stiamo assistendo poiché lo stesso ha assorbito nei secoli il doppio del carbonio rispetto al terreno non ghiacciato, sciogliendosi lo rilascia nell'atmosfera aumentando il problema climatico. Ecco che il significato di Feedback Loops si fa subito più chiaro.
La scienziata ci dice inoltre che la distruzione del permafrost
cambia la struttura del terreno sottostante che collassa, danneggiando le
strutture e le attività di chi vive in quei luoghi.
Nel suo discorso alle Nazioni Unite Greta aveva chiesto ai capi mondiali di tenere conto di queste reazioni a catena irreversibili nello stabilire la percentuale di diminuzione di combustibili fossili utile ad evitare il collasso del Pianeta; la cattiva notizia è che queste non sono state prese in considerazione.
Il Dott. William Moomaw, capo autore delle relazioni del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici/IPCC e co-destinatario del Premio Nobel per la Pace nel 2007, nel suo intervento spiega il fenomeno dei Feedback Loops in ambiente forestale.
Il terreno non accumula più carbonio anzi lo rilascia, ecco perché
le foreste sono fortemente soggette ad incendi. Il disboscamento dell’Amazzonia è un grave
problema poiché inaridendo la terra non ci sarà più
abbastanza vegetazione capace di accumulare e trattenere carbonio, che verrà
rilasciato nell’atmosfera incrementando l’inquinamento climatico e il surriscaldamento.
Il fatto che le foreste avessero il potere di assorbire carbonio e che questo dovesse essere perseguito dell’uomo a favore della propria sopravvivenza sulla Terra, era stato compreso 50 anni fa ma ignorato.
Oggi l’uomo deve decidere quale direzione prendere: continuare ad
utilizzare le foreste a scopi commerciali oppure salvaguardarle e riforestare
per mantenere sé stesso e il Pianeta in vita.
Le soluzioni che il Dott. Moomaw propone riguardano l’immediata transizione dai combustibili fossili a quelli naturali, è necessario produrre energia elettrica col vento e lasciare che il carbonio resti nel terreno.
La conversazione procede con un paio di domande di Greta agli scienziati, le riporto in maniera molto concisa ma vale la pena citarle.
Greta chiede come mai questi Feedback Loops non sono stati inclusi nel Protocollo per l’Ambiente.
La scienziata artica Susan risponde - con un’onestà che mi ha
colpita - che il permafrost non era incluso negli ultimi report perché a volte
gli scienziati sono un po’ lenti per via di modelli che magari non sono
perfetti.
Il punto è che i modelli scientifici attuali già ci dicono quanto
il problema sia serio, certamente il mondo scientifico deve portare avanti la
battaglia di divulgazione di queste reazioni a catena che incidono gravemente
anche sui risultati ottenibili.
A questo proposito Greta aggiunge che se gli annunci di quanto bisogna diminuire le emissioni di gas serra mondiali non tengono conto dei Feedback Loops allora c’è il rischio che non siano attendibili.
Gli scienziati rispondono che è così, che c’è il rischio di non
fare abbastanza, ecco perché il loro compito è quello di fare presente il
problema in ogni maniera possibile, la conversazione a cui stanno prendendo
parte è una di queste.
Durante il dialogo Sua Santità il Dalai Lama è intervenuto spesso puntando sull’importanza della comunità a discapito dell’individualismo.
Noi esseri umani, ha detto, abbiamo il potere di distruggere la Terra, ma abbiamo anche l’intelligenza e le tecnologie per salvaguardarla. L’uomo pensa troppo a sé stesso: prima come individuo, poi come famiglia, poi come Nazione, non va oltre. Invece è arrivato il momento in cui è necessario pensare alla comunità, una unica composta da 7 miliardi di individui.
Il Dalai Lama ringrazia Greta per essere “l’avvocato dell’ambiente” e le riconosce lo scopo di vita che li accomuna, quello di proteggere l’umanità e la Terra. Le dice che quando la vide per la prima volta pensò che ci fosse una speranza per il futuro, perché è raro trovare qualcuno che parli del mondo e non di sé stesso. Ammette come le generazioni del passato, compresa la sua, abbiano creato e lasciato irrisolti abbastanza problemi e si affida alle giovani generazioni per cambiare il corso della storia e avere un futuro possibile.
Anche il Dalai Lama cita come soluzioni necessarie alla salvaguardia del Pianeta lo stop alla deforestazione e l’utilizzo di energia pulita (eolica e solare). Racconta come in Tibet non ci sia più la neve di quando era un bambino, il riscaldamento globale potrebbe trasformare quel territorio in deserto.
Con un sorriso speranzoso racconta come durante i voli che gli
è capitato di effettuare si sia soffermato a guardare le zone desertiche di Africa e Australia,
entrambe vicine al mare, e di come sogni di vederle trasformate in aree
coltivabili grazie alla tecnologia – che oggi abbiamo – di trasformare l’acqua
salata in acqua dolce.
Insomma l’auspicio è quello di trovare nuovi modi di pensare e
usare la natura, bisogna comprendere che il nostro stile di vita deve cambiare
e in maniera ironica ma sentita chiude il suo intervento dicendo che non sono
sufficienti Dio o Buddha a salvare noi e il Pianeta, che se fossero presenti al
dialogo direbbero anche loro che siamo noi a dover agire essendo stati noi la
causa principali di tutti questi problemi.
Greta conclude esortando tutti ad istruirsi sulle problematiche climatiche, a capire che cosa stia realmente succedendo, ad imparare il più possibile e a condividere. In sostanza: più siamo e più abbiamo la possibilità di farci ascoltare.
Gli scienziati concludono invece con un dato allarmante: se
fermassimo all’istante tutte le emissioni nocive i Feedback Loops
permarrebbero. Dobbiamo tenere presente che il problema del riscaldamento
globale non può risolversi con uno schiocco di dita, per questo e a maggior
ragione, abbiamo il dovere di cambiare rotta nel modo di agire immediatamente.
L’obiettivo è quello di aumentare la capacità di assorbimento di
carbodiossina da parte della terra, per questo servono le foreste – allora bisogna
fermare la deforestazione e passare alla riforestazione – quest’ultima richiede
tempo, abbiamo bisogno di alberi grandi per aumentare il potere, quindi non c’è
tempo da perdere. Salvare l’Amazzonia ha effetti strettamente collegati e
favorevoli alla salvaguardia dell’Artico e insieme per la sopravvivenza del
Pianeta, della specie umana e della biodiversità esistente in natura.
Spero di averti incuriosito, se avrai voglia di ascoltare questa conversazione mi piacerebbe poterne parlare nei commenti o su Instagram.
Grazie per aver letto fino a qui, alla prossima!




Bel riassunto, spero che il fatto che figure come il Dalai Lama ne stiano parlando aumenti la consapevolezza del fatto che è arrivato il momento di fare qualcosa! Adesso!
RispondiEliminaGrazie mille per aver letto e commentato. Penso che il Dalai Lama sia abbastanza preso dalla tutela ambientale e la sua influenza avrà sicuramente un suo peso. Ammetto che mi aspetto grandi cose da Biden, la sua potenza politica è davvero grande e imprescindibile per vedere una reale rivoluzione a favore del Pianeta.
EliminaGrazie Orietta per aver riportato qui un riassunto dell'incontro!
RispondiEliminaSi ricollega a quel che dissi della cicala e la formica, il Dalai Lama pensa che è necessario essere formiche ,unite per il bene del pianeta e dell'essere umano. Sono pochi ma impegnativi i punti da raggiungere partendo da subito : riforestazione, energie verdi e rinnovabili e azioni quotidiane responsabili da parte di tutti!
Grazie a te! Spero che il tema venga sempre più portato alla luce di chi deve fare cambiamenti ai vertici in modo tale da innescare un nuovo modo di pensare e vivere a favore del Pianeta.
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